Il Corallo Marino
Che cos’è e come si riproduce

Il corallo marino è un animale, della classe degli Antozoi, nonostante alla vista appaia proprio come una pianta del mare, vista la sua forma ramificata, ad “alberello”.
Vive ancorato ai fondali marini ed abita il nostro pianeta da oltre 500 milioni di anni.

Si tratta di colonie di minuscoli polipi, della grandezza di due millimetri – da non confondere con i polpi, i cefalopodi con otto tentacoli – che, per difendersi e come sostegno costruiscono alla base del loro corpo molle uno scheletro di carbonato di calcio.

Vivendo in comunità, le varie secrezioni di carbonato di calcio si uniscono, si fondono e si stratificano, originando le architetture marine che conosciamo.
In più, alla morte di un esemplare, lo scheletro viene colonizzato da altri polipi, che proseguono il lavoro.

Questi minuscoli esseri sono i responsabili della creazione di quei capolavori naturali che sono le barriere coralline – la più estesa al mondo è quella australiana che ricopre una superficie di ben ottantamila miglia quadrate.

Come si riproduce il corallo?


La riproduzione del corallo può avvenire sia in maniera sessuata che asessuata.
Nel primo caso i polipi rilasciano in mare milioni di spermatozoi e uova contemporaneamente, durante l’alta marea e questi fluttuano in mare in balia delle correnti.

Pochissime uova riescono a incontrare lo spermatozoo – si parla di un uovo ogni dieci milioni; ma quando questo accade, l'uovo viene fecondato e nasce una larva che, trasportata dalle correnti, va a fissarsi su una roccia dove cresce e diviene polipo, che a sua volta si riprodurrà, dando origine a una nuova colonia, un nuovo corallo.

La riproduzione asessuata, invece, avviene per scissione di un polipo, da cui avranno origine due individui distinti.


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